Giuseppe Tattara: “Un porto offshore, se fatto con precauzione, potrebbe risolvere il problema in attesa che il gigantismo navale si riveli economicamente insostenibile”

Giuseppe Tattara è membro del Comitato No Grandi Navi

Grandi Navi e laguna, sono due cose assolutamente incompatibili?
Sì, per la pericolosità e per la dimensione. La pericolosità perche l’errore umano è sempre possibile e comunque anche assumendo non si verifichi mai, sono possibili altri incidenti. In queste navi è frequente l’incendio che puo mettere fuori controllo la strumentazione di bordo (quindi la direzione), lo sversamento di materiale inquinante e simili. La dimensione: si pensi che la profondita media della laguna è di 1,50 com ele navi pescano dai 9 ai 10 metri, sono lunghe anche 350 metri (ma preso toccheranno i 400) e nei canali anche artificiali della laguna non passno, se non prevedendone un approfondimento e allargamento fuori misura. Sui danni provocati dal canale Malamocco Marghera per il mantenimento della morfologia lagunare rinvio a D’Alpaos, “Fatti e misfatti delle laguna”, disponibile on line.

Con una ipotetica chiusura della marittima, i lavoratori e le Compagnie di navigazione temono ricadute occupazionali nel settore crociere. Che ne pensi?
No se le compagnie hanno certezze su attracchi alternativi. Le compagnie armatrici non possono vivere nell’incertezza perche programmare viaggi di cinquemila persone, i rifornimenti, eccetera, non è cosa che si fa a breve termine. Per il resto Venezia è una delle prime attrazioni a livello mondiale e qualche disagio rispetto all’oggi (che poi non è detto ci sarà) i crocieristi possono ben sostenerlo

Salvaguardare occupazione e ambiente insieme. E’ possibile?
Sì, se i movimenti ecologisti mondiali e con loro il nostro spingeranno le navi a usare combustibili puliti (ad esempio gassosi) a usare filtri antiparticolato (alcune compagnie hanno iniziato: Carnival e Aida), a rispettare norme stringenti sull’inquinamento dell’acqua, dichiarando il nord Adriatico una Zona a Emissioni Controllate come oggi sono il Mare del Nord, il Mar Baltico e i Caraibi. Anni fa l’uso dei combustibili di oggi sembrava impossibile, eppure le compagnie si sono adeguate e i loro conti non ne hanno sofferto.

Lo scavo del Contorta e il dirottamento delle Grandi Navi lungo il canale dei Petroli potrebbe rivelarsi una soluzione accettabile entro determinate condizioni?
In nessuna condizione perchè richiederebbe un raddoppio del canale e questo non è accettabile per le ragioni dette prima

Un porto offshore come nel progetto De Piccoli potrebbe essere una risposta o semplicemente scarica il problema sul Cavallino?
Se fatto con le cautele di cui dicevo sopra credo sia accettabile, salvo la considerazione che la corsa al gigantismo navale è insensata e spero tra qualche tempo si dimostri anche economicamente insostenibile. Credo che andrebbe messo un numero massimo alle grandi navi che possono attraccare e si dovrebbe cercare di indurre, attraverso una politica di prezzo, le compagnie a usare navi che non superio i 300 metri (e che portano sempre piu di 3000 passeggeri)

In caso contrario, dove potrebbero ormeggiare le Grandi Navi?
In un avanporto in mare. Ideale sarebbe che si facesse un consorso pubblico per interessare al problema tutti i migliori ingegni a livello mandiale. Sfortunatamente si procede per tentativi, fidando sulla improvvisazione, ma anche sulla conoscenza e il buon senso, di progettisti locali, per altro tutti meritori

Che ne pensi della soluzione porto Marghera?
Credo che non sia una soluzione accettabile.  Infatti attraccare a Marghera significa scavare il canale Malamocco Marghera, raddoppiando la sua larghezza, con i danni per la laguna che ho ricordato e ci sono spiegati chiaramente nel libro di D’Alpaos. Danni molto gravi per l’equilibrio lagunare, ancorchè ridotti rispetto a quelli che si avrebbero con lo scavo del canale Contorta. Significa ampliare i canali del porto commerciale attuale che sono troppo piccoli per permettere alle grandi navi di attraccare e manovrare, significa bonificare le banchine, pesantemente inquinate. Oltretutto i fanghi che deriverebbero dallo scavo del canale sono inquinati e dovrebbero essere bonificati e stocchati in luogo sicuro, non possono essere collocati in mare “liberi”. Aggiungiamo a questo che l’accesso al canale richiede l’attraversamento della barriera del Mose che, secondo le previsioni degli esperti, saranno spesso chiuse a causa dell’innalzamento del livello del mare. Quindi anche se questa soluzione potrebbe sembrare ovvia e diretta, in realtà non risolve, e forse aggrava il problema. Nè ha senso auspicarla come soluzione transitoria visti gli ingenti lavori richiesti per la sua attuazione.

Come giudichi le politiche delle diverse istituzioni, ad ogni livello, comunale, regionale e nazionale?
Male perchè imporvvisate e irresponsabili di fronte alla mole del problema che si deve affrontare. E’ richiesta competenza, trasparenza e celerità e nessuna delle istituzioni nominate si è mossa avendo queste come direttrici

Che futuro sogni per la laguna di Venezia?
Un futuro che rispetti la sua morfologia, la difenda riducendo progressivamente la profondità delle bocche di porto, ne tuteli le barene. La laguna è compatibile solo con navi di dimensioni relativamente modeste e con un turismo lagunare simile al turismo che si ha nei laghi o in altre zone costiere tutelate

Perchè la Autorità portuale e la società che gestisce le crociere (e che dall’Autorità portuale è stata creata) sostengono la soluzione del canale Contorta?
Perché pur essendo enti pubblici funzionali, ragionano in modo da massimizzare i loro profitti di breve periodo e i loro stipendi  (5-6 anni), l’orizzonte temporale del loro management attuale. A una società pubblica chiediamo invece di agire in trasparenza, promuovere il dibattito e il confronto di iniziative diverse, bandire un concorso per idee e non sposare l’unico progetto (del Contorta) che è oltretutto fuori legge in relazione alle leggi che tutelano la laguna

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