COMUNICATO LAVORATORI ARPAV PRESIDIO DEL 17/6

RIORGANIZZAZIONE DELL’ARPAV  OVVERO

COME NON TUTELARE LA SALUTE DEI VENETI

La salvaguardia dell’ambiente è riconosciuta come diritto fondamentale dell’individuo.

Dopo quanto emerso con l’ILVA di Taranto, e col tragico tributo che gli abitanti del quartiere Tamburi continuano a pagare, non possiamo più avere dubbi: l’Ambiente si tutela con la prevenzione e il controllo del territorio.

Questo è il compito istituzionale di ARPAV.

Ma chi governa il Veneto, una delle regioni più industrializzate d’Europa, non sembra rendersene conto: ARPAV è una palla al piede per tutti e nessuno vuole finanziarla! La Sanità nicchia, ha altre priorità, e non la vuole neanche l’assessorato all’Ambiente: sembra che tutti desiderino un’ARPAV disarmata e immobile.

E pensare che fino a poco tempo fa ARPAV è stata terreno di conquista: manager e politici l’hanno spolpata per anni col beneplacito della Giunta.

Ma i lavoratori, che conoscono bene i gravi problemi ambientali della nostra terra veneta, sanno quanto tutto questo accanimento incida pesantemente sulla capacità non solo di far fronte alle emergenze ambientali, sempre più frequenti, ma anche di mantenere il livello minimo di controllo fondamentale per la tutela della salute pubblica. 

Se sarà smantellato tutto, strutture e competenze, i nostri figli dovranno impiegare anni e montagne di denaro per ricostruire tutta la rete di analisi e controlli ambientali che sola può garantire tutela e prevenzione su tutto il territorio veneto.

I lavoratori con RSU e organizzazioni sindacali regionali lo hanno denunciato in tutti i modi, da due anni a questa parte: ci sono ragionevolissime alternative al taglio indiscriminato di strutture e funzioni…perché non si vuole usare il buon senso?

Evidentemente lo scopo principale è proprio disarmare e rendere inoffensivo l’unico Ente pubblico predisposto al controllo e alla tutela dell’ambiente e quindi alla salvaguardia della salute dei cittadini.

 Dopo aver ridotto fortemente l’organico non rinnovando i contratti al personale precario (precari anche decennali!), dopo la chiusura dei laboratori di Rovigo, Belluno e Vicenza e di alcune sedi periferiche dei Dipartimenti Provinciali, dopo l’annunciata chiusura a breve anche del laboratorio di Padova, dopo l’ultimo provvedimento di Giunta Regionale che intende trasferire competenze, personale, attrezzature e strumenti ad un altro ente sovraregionale, l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, dopo la proposta di legge regionale (progetto di legge n. 334) che prevede il trasferimento di competenze, personale, attrezzature e strumenti alla Regione del Dipartimento per la Sicurezza del Territorio , siamo ancora qui,  a difendere con unghie e denti l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale, l’ARPAV, appunto!

Proprio qui a Padova si vuole chiudere un laboratorio che è centro di riferimento NAZIONALE per il controllo delle acque minerali alla sorgente;

– Centro di riferimento REGIONALE per le analisi sulla legionella;

– Centro di riferimento REGIONALE per le analisi sull’aria ambiente;

– Centro di controllo provinciale delle acque potabili degli acquedotti, delle acque dei fiumi, dei canali, degli scarichi industriali, delle piscine, dei fluidi di dialisi;

– Centro di controllo provinciale dei fumi industriali e degli inceneritori, specializzato per le analisi di emergenza in occasione di incidenti industriali e incendi, così frequenti nella nostra Regione e nella nostra Provincia.

Il laboratorio è inoltre il riferimento provinciale per l’attività di controllo delle discariche e dei rifiuti, di analisi batteriologiche sugli alimenti delle mense scolastiche e ospedaliere e dei supermercati, anche in emergenza a seguito di tossinfezioni alimentari.

E tanto altro ancora.

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