La Carta della mobilità sostenibile della montagna

Ieri, sabato 22 febbraio, è stato scritto il primo capitolo della carta della mobilità sostenibile di montagna.

Lo si è fatto con una iniziativa di riappropriazione di uno spazio pubblico, la stazione dei treni di Belluno. Un atto simbolico attraverso il quale si è voluto lanciare, alle istituzioni regionali e locali, un messaggio chiaro: il diritto alla mobilità deve essere garantito migliorando le condizioni del servizio pubblico locale e allo stesso tempo deve essere ripensata interamente la politica dei trasporti in questo territorio, verso un modello sostenibile e a vocazione turistica.

Questo è il focus su cui si è incentrato il dibattito dell’assemblea di ieri che si è aperta esprimendomassima solidarietà e vicinanza ai No Tav e a tutti gli attivisti che lottano in difesa dei propri territori colpiti da un’indegna repressione.

Si sono susseguiti poi, i vari interventi delle diverse realtà presenti che hanno fatto emergere i contenuti di questo primo capitolo, ovvero gli enormi problemi che caratterizzano la mobilità di questo territorio: dall’elevato costo degli abbonamenti per gli studenti, alla mancanza di integrazione tra il trasporto pubblico su gomma e quello su rotaia, al costante e progressivo peggioramento delle qualità dei servizi attraverso la diminuzione delle corse, i ritardi cronici fino al rischio di chiusura definitiva delle tratte ferroviarie come la Ponte nelle Alpi-Calalzo in questo momento inagibile per lavori. Il tutto, mentre rimane ancora aperta la partita relativa alla possibilità che venga realizzato il prolungamento dell’A27, un progetto dall’impatto devastante e inutile per questo territorio, attraverso quel sistema economicamente insostenibile del project financing.

Una discussione vera quindi, nella quale si è descritta efficacemente una situazione oramai non più tollerabile. Una consapevolezza che impone agli attivisti e alle attiviste di questo territorio di costruire un percorso di lotta unitario capace di incedere e di valorizzare le conoscenze dei tanti e tante che in questi anni si sono già attivati su questi temi.

Non si parte da zero, quindi.
La ricchezza di contenuti e di forze emersa ieri, infatti, è un patrimonio su cui fondare questo nuovo percorso.

Ora è necessario iniziare a scrivere il secondo capitolo di questa carta, ovvero le alternative. Capitolo che non può che essere prodotto sullo stesso stile di ieri, cioè a partire da dalle mobilitazioni capaci di rendere visibile il problema e attraverso le quali ridisegnare una nuova mobilità per questo territorio.

La prima occasione potrebbe essere il 7 marzo, ovvero quel “Tavolo provinciale sulla mobilità” convocato puntualmente dal Comune di Ponte nelle Alpi dove sono stati invitati tutti i Sindaci della provincia, i Parlamentari bellunesi e i Consiglieri regionali.
Un appuntamento nel quale si capiranno le vere intenzioni degli amministratori di questo territorio rispetto ad un problematica che necessità di soluzioni non più rimandabili.

Tratto da Belluno Più