Perché una scuola di formazione sui Cambiamenti Climatici ovvero: perché noi non possiamo sottometterci all’effetto Dunning-Kruger

Cominciamo con lo spiegare chi sono David Dunning e Justin Kruger. I signori in questione sono due ricercatori in psicologia della Cornell Unversity di New York che nel 2000 si sono aggiudicati il prestigioso premio Ignobel dedicato agli scienziati autori degli studi più… “originali” dell’anno. Dunning e il collega Kruger, infatti, sono riusciti a dimostrare con criteri sperimentali e clinici quello che tutti noi già avevamo già intuito da un pezzo. E cioè che più uno è imbecille e più è sicuro nelle sue convinzioni. Contrariamente a quanto affermava Carlo Marx (che sbottava picchiando con i pugni sul tavolo della biblioteca: “L’ignoranza non ha mai aiutato nessuno”) nella nostra società impigliatasi nelle rete globale, essere idioti e sparare cazzate aiuta ad aumentare i “mi piace” sulla propria bacheca di Fb e, di conseguenza, a rafforzare le proprie convinzioni.

In sostanza, la distorsione cognitiva sulla quale i nostri due scienziati hanno speso anni di studio, è pressappoco questa: mentre le persone intelligenti e competenti su una determinata questione dimostrano una forte tendenza a mettersi in discussione ed a sottovalutarsi, i coglioni partono dal presupposto di avere ragione e, smanettando in rete, cercano – e trovano, perché in rete si trova di tutto – solo conferme delle proprie tesi, rafforzando le proprie sballate tesi.

C’è da dire che ci sono personaggi politici che idioti non sono (fetenti sì, però) che su questo effetto costruiscono le loro fortune e capitalizzano milionate di voti grazie a siti ed a pagine Fb becere che pubblicano “notizie” inventate di sana pianta ma che trovano mutue “conferme” rimbalzando l’una sull’altra. L’ignoranza, in questo caso, aiuta e come Consideriamo, a titolo di esempio, tutte le pagine Fb che elencano “crimini” di migranti alloggiati in lussuosi hotel a cinque stelle e retribuiti come pascià a spese degli italiani poveri. Consideriamo anche quanta gente, ahimè, abbia finito per crederci sul serio e quanto sia difficile far cambiare loro idea, anche basandosi su quelle strane cose, sempre più avulse dal giornalismo televisivo, che sono i “fatti”.

Adesso il punto è: perché anche noi non possiamo fare i cazzari e, proprio su un tema complesso come i Cambiamenti Climatici, occorre tornare nei banchi di scuola?
Le risposte sono tante. Prima di tutto siamo minoranza e quello che dobbiamo percorrere è sempre un cammino in salita. Tocca a chi ha proposte concrete, l’onere di dimostrare tutto. Chi ha una visione alternativa della società (ma potrei dire anche dell’arte o della scienza) sa, fin dall’inizio, che dovrà abbattere a testate muri di cemento. E la conoscenza, in questo caso, sarà la sua unica arma. Un altro punto è che con la cialtroneria non si vincono le battaglie. L’ignoranza è utile solo al mantenimento dello status quo. Anche quando parla di “rivoluzione”, l’ignorante fa solo il gioco del potente che afferma di voler cambiare tutto per non cambiare niente. Sono i sognatori capaci di concretizzare i sogni, quelli che hanno il potere di cambiare il mondo. Studiare ed informarsi è un dovere per tutti coloro che vogliono uscire dal gregge.

Infine, avremo anche altri difetti, ma cazzari proprio non lo siamo. Movimenti come i No Tav o i No Mose hanno maturato negli anni conoscenze e competenze scientifiche di prim’ordine che li hanno portati a surclassare sul piano dialettico gli avversari, forti di slogan varati da quotati studi pubblicitari e di manganellate celerine, ma assolutamente deficitari sul piano politico, strategico e tecnico (per tacer sul versante della democrazia che proprio non è mamma loro).

Fateci caso. Mai, dico mai e ripeto mai, il Consorzio Venezia Nuova ha accettato un confronto sull’efficacia delle paratie mobili con tecnici e idraulici terzi, lontani cioè dal loro libro paga. Non lo hanno fatto e non lo fanno ora per il semplicissimo motivo che il risultato sarebbe scontato. Il Mose non serve se non a riempire le tasche di faccendieri in odor di mafia e di politici corrotti. Tra l’altro, proprio le previsioni dell’Ipcc, anche quelle meno impattanti, rendono inutile l’intero progetto che, pure, continua ad avanzare.

In questi giorni che precedono la Cop21 di Parigi, abbiamo deciso quindi di tornare sui banchi di scuola. Questa è la strada vogliamo e dobbiamo percorrere per prepararci alla battaglia più importante che dobbiamo combattere: quella sui Cambiamenti Climatici. Una battaglia che, come spiega il documento pubblicato su Global Project “Apocalisse o rivoluzione, cambiamo tutto per non cambiare il clima”, sarà una battaglia globale, perché investe ed illumina di una nuova luce, tutte le lotte che abbiamo sostenuto sino ad ora: dall’ambiente alle migrazioni, dai beni comuni alla democrazia.

La scuola di formazione politica #ChaosClimate che EcoMagazine propone in collaborazione con Global Project sarà aperta a tutti coloro che vorranno partecipare, e punta a restituire la complessità di un tema sul quale niente è scontato, per fornire strumenti scientifici di comprensione del problema ed un bagaglio di conoscenze da tradurre in azioni.

Il calendario completo degli incontri, i relatori e le modalità di iscrizione saranno pubblicati  presto sul nostro sito. Il primo appuntamento si svolgerà al Morion di Venezia, domenica 15 novembre alle ore 16 con la lezione d’apertura del fisico triestino Luca Tornatore.

Vi aspettiamo. Perché questa è una battaglia che non ha alternative. Bisogna cambiare tutto per non cambiare il clima.

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