Liberiamoci dai Pfas: Secondo il rapporto di GreenPeace più di 800 mila Veneti potenzialmente esposti

di Mattias Fascina – Domenica 14 maggio, 5000 persone hanno partecipato alla Marcia dei Pfiori, la manifestazione organizzata dai comitati cittadini veneti per chiedere che i valori massimi per l’acqua potabile posti dalla regione Veneto siano portati a zero e che la Miteni risarcisca il danno ambientale che ha causato e venga chiusa.
Oggi, lunedì 15 maggio è stata organizzata da GreenPeace una conferenza stampa per presentare il rapporto “I PFAS a scuola” per comunicare i dati delle analisi dei prelievi effettuati in 18 scuole primarie e 7 fontanelle pubbliche tra Vicenza, Padova, Verona e Rovigo.

Nelle analisi a differenza di quelle effettuate dalla regione Veneto sono stati analizzati 27 composti della famiglia dei Pfas, e come si vede nelle tabelle del rapporto (allegato qui sotto) ci sono varie fonti di contaminazione.
Nel campione rilevato a Vicenza in particolare si riscontra la presenza di PFOSA un composto che non è ricercato nelle analisi di routine delle Ulss e che in Danimarca è posto sotto restrizioni per la sua pericolosità.

A Padova per la prima volta vengono trovate tracce di PFAS (47,42 ng/l) questo perché nelle analisi effettuate dall’ente gestore (AcegasAps) le metodologie analitiche rilevavano i PFAS solo quando superavano i 50 ng/l mentre quelle di GreenPeace individuano la presenza dei singoli PFAS a partire dalla concentrazione di 0,1 ng/l.
Sommando le popolazioni dei comuni dove sono state tracce di PFAS il numero totale di cittadini potenzialmente esposti alla contaminazione è superiore agli 800 mila abitanti.

Con questi dati alla mano vi chiediamo di firmare la petizione lanciata da GreenPeace “L’acqua del Veneto non ce la beviamo” dove si chiede alla Regione Veneto di:

– Abbassare i limiti di PFAS consentiti nell’acqua potabile (dato che seguendo le restrizioni imposte da Usa e Svezia in più della metà dei comuni coinvolti l’erogazione di acqua potabili verrebbe immediatamente sospesa);

-Individuare e fermare tutte le fonti di inquinamento (dato che i dati evidenziano come la contaminazione non sia legata solo alla Miteni);

-Chiedere un intervento rapido di riconversione industriale delle aziende che oggi continuano ad usare sostanze perfluoroalchiliche promuovendo standard che garantiscono la tutela in modo efficace dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Qui sotto i link per la petizione:

http://www.greenpeace.org/italy/it/Cosa-puoi-fare-tu/partecipa/stop-pfas-veneto/#rapporto

E per il rapporto:

http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2017/Inquinamento/Report_Non_ce_la_beviamo.pdf

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