NO TAV tour in Trentino

In seguito ad una partecipata assemblea tenutasi in Val Susa il 16 e 17 luglio scorsi, lanciata dal movimento No Tav, tante realtà di movimento hanno iniziato ad attivarsi per riaprire una fase di movimentazione sociale moltitudinaria in questo Paese, individuando il governo Renzi e il Partito Democratico come i principali responsabili politici dell’attacco ai diritti, al welfare, all’ambiente e alla democrazia. Da Venaus è partito l’input per un percorso che ha l’ambizione di coniugare la forza conflittuale esistente in molti territori con una dimensione nazionale, ampia e maggioritaria, che sia in grado di sfidare e destituire dal basso Renzi e il PD il prossimo autunno.
Il tempo politico di questo percorso è quello che ci conduce al referendum costituzionale che si terrà, con ogni probabilità, nel prossimo mese di novembre. Un appuntamento politico che, al di là delle ritrattazioni renziane, rappresenta uno snodo politico fondamentale per la tenuta dell’esecutivo ed, in generale, per la governabilità del Paese. Per questa ragione è fondamentale e necessario costruire, dal basso e partendo dalle dimensioni territoriali, un “NO” sociale che sappia raccogliere, amplificare e generalizzare il dissenso politico al governo ed alle oligarchie che lo sostengono. Modello di sviluppo basato “grandi opere” e non sulla messa in sicurezza del territorio, politica energetica basata sull’estrazione di petrolio e gas, scuola ed università sempre più dequalificate, welfare e servizi privatizzati, misure economiche che favoriscono esclusivamente i grandi capitali, tagli di risorse agli enti locali e centralizzazione della fiscalità: sono questi i tratti distintivi di un governo che sta continuando ad impoverire milioni di persone.
In un Trentino sempre più schiacciato tra il neocentralismo renziano e gli interessi della governance “dell’autonomia”, ci troviamo di fronte ad una serie di scelte politiche che devasteranno il territorio sul piano sociale, ambientale e culturale. Dalla Valdastico Nord al Tav, passando per la Buona scuola di Rossi e per lo spreco di risorse pubbliche che hanno coperto i debiti di una “industria della montagna” sempre più in crisi, è necessario ricostruire un tessuto territoriale di lotta ed alternativa dal basso. Per questo raccogliamo l’appello del movimento NO Tav, che attraverso un tour in tutta Italia, incontrerà le tante realtà territoriali fatte di “uomini e donne pronti a prendere in mano il proprio presente, per garantire un futuro dignitoso alle future generazioni, per tutti e tutte”.

Costruiamo anche in Trentino il “NO” sociale al referendum costituzionale.
Costruiamo anche in Trentino un fronte largo e conflittuale di opposizione a Renzi ed al Pd, passando anche per una grande assemblea generale che si terrà il 1 ottobre a Roma, all’Università La Sapienza.

PROGRAMMA
ore 18,00 aperitivo
ore 19,00 assemblea aperta (saranno presenti attivisti NO Tav della Valsusa)

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