Raccolto Ogm: le pannocchie di Mon810 macchiate di vernice blu

A Vivaro (PN) cresce del mais ogm della Monsanto, il Mon810.
La vicenda è nota: FuturAgra, associazione di coltivatori, sostiene di avere il diritto, entro un quadro Europeo, di coltivare semi ogm, mentre in realtà in Italia sia la semina che la coltivazione sono attualmente vietate da una clausola di salvaguardia istituita da un decreto interministeriale nella scorsa estate.
Tuttavia, a quanto sostiene la Regione FVG accusata dal Governo di non aver fatto rispettare il decreto di cui sopra, il dispositivo normativo non contiene gli elementi operativi minimamente indispensabili né per agire né per sanzionare l’illecito.
Il risultato è che, nell’annosa vicenda degli ogm di Vivaro, FuturAgra ha annunciato che oggi procederà alla trebbiatura dei campi di mais ogm durante quella che ha chiamato “festa del raccolto”.All’alba, alcuni attivisti hanno invaso il campo di Vivaro e macchiato con vernici colorate piante e pannocchie.
Questo, sostengono, per ricordare che non c’è alcuna tracciabilità perché non è obbligatoria l’etichettatura, e che, quindi, una volta che gli ogm di propaghino nella catena alimentare (nella quale già sono presenti indirettamente attraverso i mangimi per animali) non ci sarebbe poi alcun modo di garantirsi contro questa invasione. Quindi – proseguono – se Fidenato e Dalla Libera si sentono liberi di coltivare gli ogm noi ci sentiamo liberi di difenderci reclamando con forza l’obbligo di una filiera certificata.

Tratto da Global Project

Di seguito, riportiamo un comunicato dell’Aiab sulla semina del mais trasngenico

 

OGM: basta con il rimpallo, che la volontà di tutti diventi norma
cogente, applicata e verificata.

Dopo mesi di confronto con gli organi competenti a livello regionale e
nazionale è disarmante dover leggere negli ultimi giorni l’ennesimo
rimpallo tra Ministero dell’Ambiente e Presidente Regionale su chi
debba intervenire sui campi di Vivaro e Mereto e soprattutto sul
perchè non sia già stato fatto.

A questo punto ci sembra conclamata ed innegabile la carenza del
decreto interministeriale, che, monco della parte sanzionatoria, non è
uno strumento applicabile. Lo ha confermato anche il sottosegretario
all’Agricoltura; ma allora, perchè lo scorso luglio i ministri
dell’Ambiente, dell’Agricoltura e della Salute non se ne sono resi
conto? E perchè ora (con le trebbie già in moto) continua questo
patetico rimpallo di responsabilità?

Allo stesso tempo sappiamo che la Regione da mesi sta lavorando al
regolamento di attuazione della Legge Regionale 5/2011; cosa si
aspetta per diramarlo? Perchè non è stata fatta circolare nemmeno una
bozza? Ci sono forse delle “sorprese” che è meglio non lasciare il
tempo di discutere?

Alla riunione della Task Force No OGM del 4 ottobre scorso gli
ufficiali del Corpo Forestale dello Stato hanno confermato l’elevato
rischio di contaminazione delle colture delle zone ove il mais Mon810
è stato seminato, ma quali misure di tutela sono state messe in atto?
Quali sono le garanzie di protezione della sicurezza di agricoltori e
residenti nonchè della biodiversità locale?

AIAB , Aprobio , ISDE , Legambiente e WWF reiterano la richiesta alla
Regione di essere informati immediatamente sulla gestione del rischio
e sul risultato del monitoraggio e di essere messi al corrente al più
presto dei contenuti del regolamento attuativo della Legge Regionale.

Ma chiedono con ancora maggior vigore ed urgenza ai Ministri
dell’Ambiente, dell’Agricoltura e della Salute di porre immediatamente
rimedio alla vergognosa dimenticanza che ha prodotto un decreto
tardivo e nella sostanza inutile.

Regione e Ministeri lavorino congiuntamente per applicare la clausola
di salvaguardia che altri Stati europei hanno adottato e trovino di
comune accordo il modo efficace e rapido per evitare che la piccola
superficie seminata a mais OGM divenga il simbolo del loro fallimento.

AIAB-FVG

 

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