#14M: La Marcia dei pFiori per sequestrare la Miteni

Ieri, domenica 14 maggio, tra Montecchio Maggiore e Trissino in provincia di Vicenza, dove si trova la sede della Miteni, si è svolta una colorata e partecipata manifestazione per la difesa dell’acqua e dei beni comuni del Veneto.

La marcia, alla quale hanno aderito migliaia di cittadini, ha ribadito la necessità di prendere provvedimenti seri, chiari ed inequivocabili contro l’azienda ritenuta, secondo dati ARPAV, responsabile del 96,9% dell’inquinamento da perfluoralchilici (PFAS) che ha coinvolto circa 100 comuni nel vicentino, veronese e padovano.

Le principali richieste della giornata, dopo un anno di inerzia da parte di chi dovrebbe agire contro la Miteni, sono state: la garanzia che l’acqua potabile e irrugua venga da fonti sicure, che i limiti dei PFAS sia portati a zero, che sia dato libero accesso alle analisi del sangue a tutti i cittadini delle aree colpite, il sequesto e la bonifica della Miteni oltre al risarcimento dei danni passati, presenti e futuri che ha arrecato con la sua attività.

Azioni necessarie ribadite anche di fronte al Municipio di Trissino con il posizionamento simbolico di alcuni fiori sulla scalinata d’ingresso dell’edificio per fare pressione sul Sindaco, primo ad avere il compito di porre in sicurezza l’area contaminata mediante sequestro e bonifica la Miteni, ma anche sulla Regione Veneto responsabile di inconcludenti delibere inadatte a mettere in sicurezza la salute dei cittadini.

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