Caccia: “Il Consorzio Venezia Nuova dietro lo scavo del canal Contorta”

Ed in laguna si ritorna a parlare della Legge Obiettivo. La legge 443 del 2001 fortemente voluta dal Governo Berlusconi che “semplifica” le verifiche sulla sostenibilità ambientale, affida ad un unico concessionario sia il controllo che la realizzazione dell’infrastruttura, e avvia i lavori senza sicurezze sulla copertura finanziaria. La legge, per intenderci, che sta dietro al Mose, la Tav e tutte quelle Grandi Opere che hanno devastato l’Italia nell’ultimo decennio.

Anche il ventilato scavo del canale Contorta, uscita del tavolo governativo come possibile soluzione al traffico crocieristico, potrebbe avvalersi della procedura veloce offerta dal quadro normativo sulle “infrastrutture strategiche”. E va da sé che il concessionario unico, come avviene sempre per quanto riguarda le opere in laguna, sarebbe ancora lui: quel Consorzio Venezia Nuova sui cui vertici sono ancora in corso varie inchieste penali della magistratura. Senza alcuna trasparenza su spese e costi, senza alcuna gara d’appalto, senza alcuna garanzia di salvaguardia e sostenibilità ambientale, siamo di fronte al pericolo che lo Stato investa ad occhi chiusi un cifra che si stima dai 300 ai 350 milioni di euro in una ennesima Grande Opera che si annuncia devastante per quello che rimane della nostra laguna. Una Grande Opera che Paolo Costa, presidente dell’unica Autorità Portuale rimasta in Italia, ha già liquidato come un banale “ripristino della morfologia lagunare”.

“Nel malaugurato caso che venga approvato lo scavo del Contorta – ha dichiarato il consigliere della lista In Comune Beppe caccia – siamo di fronte al concreto rischio che la realizzazione dell’opera venga affidata senza alcuna trasparente procedura ed evidenza pubblica al Consorzio Venezia Nuova”.

In una interrogazione al sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, il consigliere non esita a fare nomi e cognomi. La progettazione dello scavo del canale Contorta è stata affidata dall’Autorità Portuale e dal magistrato delle Acqua allo studio di ingegneria idraulica Protecno srl di Noventa Padovana con il coinvolgimento dell’ingegnere Daniele Rinaldo già direttore dei cantieri del Consorzio e sposato con Maria Teresa Brotto, già dirigente sia del Consorzio e che della società Thetis dell’Arsenale.

“Mi pare che ce ne sia abbastanza per chiedere al sindaco di riferire in consiglio sulla situazione e sugli interessi del Consorzio sul canal Contorta. Spetta al primo cittadino intervenire affinché sia acquisita e messa a disposizione dei consiglieri e di tutta la cittadinanza tutta la documentazione utile attorno allo scavo del Contorta e farsi garante perché siano rispettate tutte le condizioni di imparzialità, trasparenza e partecipazione delle valutazioni sulle differenti alternative al transito delle Grandi Navi in laguna”.

 

In allegato, la corposa interrogazione di Beppe Caccia, e gli articoli apparsi su Nuova e Gazzettino. 

Interrogazione Contorta

NuovaVenezia

Gazzettino di Venezia