“Come acqua dalla montagna. Tutti a Venezia per i Beni Comuni”

di Mattia Donadel – Avete presente quando comincia a piovere intensamente e a lungo? Dai versanti scoscesi delle montagne tanti rivoli di acqua si muovono tutti insieme e scendono giù a valle dove si trasformano in torrenti tumultuosi in grado di trascinare con sé ogni cosa; ma l’acqua non si ferma, continua a correre e a riempire i fiumi fino a diventare un’onda di piena dalla forza inarrestabile, in grado di rompere gli argini e dilagare in ogni dove.

Magari ci sbagliamo ma forse qualcosa del genere sta accadendo anche tra di noi: dopo la giornata nazionale del 12 ottobre per i Beni Comuni, dopo la manifestazione del 19 ottobre a Roma, ora arriva l’appuntamento del 16 novembre: manifestazione in Val Susa NO TAV, a Napoli contro il Biocidio, a Pisa per riprendersi gli spazi liberati a Gradisca contro i CIE per riaffermare i diritti di tutte le persone del mondo. E ancora in tutto il Veneto azioni di protesta e di sensibilizzazione in vista di una grande manifestazione unitaria il 30 novembre a Venezia in difesa dei Territori, della Salute e dei Beni Comuni.

Forse davvero la misura è colma. Forse davvero le comunità locali che da anni resistono nei loro territori alla devastazione ambientale, sociale imposta da un sistema perverso; che si battono per un’altra società, ecologica, solidale, cooperativa, equa, si stanno mettendo in moto per scendere dai versanti, per confluire in un grande fiume in piena in grado di dilagare e produrre quel cambiamento necessario per garantire addirittura la sopravvivenza su questo Pianeta.

E’ un percorso tortuoso, che coinvolge soggetti con storie, linguaggi e pratiche anche molti diversi e distanti tra loro, ma alle volte ciò che ci sembra impossibile prende forma e corpo nel giro di pochissimo tempo. Ed è proprio quello di cui abbiamo bisogno.

Come Opzione Zero il 16 novembre saremo impegnati in un’azione di protesta contro una delle “Grandi Opere” più grandi e devastanti di tutto il Paese: la Orte-Mestre, una nuova autostrada che corre in parallelo alla Romea fino a Ravenna, da qui fino a Cesena e poi a Orte seguendo per molti tratti il tracciato della E-45 per un totale di 396 km, attraversando 5 Regioni, distruggendo comunità, campagne, valli, zone di grande valenza ambientale.

Un’opera totalmente inutile esattamente come le altre “grandi opere” a partire dalla TAV, perché non risolve i problemi in nome dei quali la spacciano come necessaria, e anzi li aggrava. Un’opera imposta per la quale esistono alternative molto meno costose, facilmente realizzabili e a basso impatto.

Un progetto che regala miliardi alle banche e agli speculatori, e precisamente alla GEFIP Holding di Voto Bonsignore (europarlamentare PDL) capocordata dell’operazione: infatti 1,4 miliardi di euro li metto lo Stato come sgravi fiscali ai gestori. 8,2 Meuro li “anticipano” banche e imprese con il trucchetto del Project Finacing: in pratica i privati dovrebbero ripagarsi incassando pedaggi per 40 anni, ma si sa già che il traffico sarà insufficiente, quindi il debito sarà saldato con soldi pubblici .10 miliardi di euro che i cittadini dovranno pagare con più tasse e tagli ai servizi pubblici.

Si tratta per noi di una sfida difficilissima, ma allo stesso tempo irrinunciabile: la costruzione della Romea Commerciale, insieme a Veneto City, al Polo Logistico di Dogaletto, e alla camionabile sull’Idrovia, significherebbero  la completa distruzione della Riviera del Brenta, dei paesi in cui viviamo.

Alle volte ci sembra davvero di non avere speranze di essere proprio come Davide contro Golia.

Ma alla fine prevalgono fiducia e consapevolezza nel vedere che intorno a noi l’acqua sta già scendendo dalle montagne. Noi domani saremo sulla Romea, ma con il cuore saremo anche in Val Susa a fianco dei NO TAV, a Napoli, a Pisa a Gradisca, in tutte le altre piazze in movimento. Noi vogliamo stare dentro questo grande fiume che si sta ingrossando, e vogliamo lavorare perché il fiume rompa presto gli argini. Ci vediamo a Venezia il 30 Novembre, adelante!