Grandi Navi fuori dalla laguna. Ma adesso si apre la battaglia per la difesa del canal Contorta

Abbiamo vinto la prima battaglia contro i mostri del mare. Adesso bisogna vincere la guerra per la laguna.

“La riduzione del traffico a partire da gennaio è senz’altro un primo risultato della mobilitazione dei cittadini veneziani, dall’indignazione dell’opinione pubblica nazionale ed internazionale, e anche dalla determinazione dimostrata dall’amministrazione comunale – ha commentato il consigliere della Lista In Comune Beppe Caccia -. Adesso bisogna fermare la follia dello scavo di nuovi canali in laguna”.
Gli ambientalisti veneziani hanno accolto con parziale soddisfazione e forti perplessità la soluzione partorita dal Governo per risolvere la questioni delle grandi navi. La soddisfazione è tutta per l’auspicato blocco del transito dei grattacieli galleggianti, così come era previsto dal decreto Clini. Dal primo novembre 2014 il transito delle Grandi Navi con stazza lorda superiore alle 96 mila tonnellate dovranno rimanere fuori non solo dal bacino di San Marco ma dall’intera laguna. Dal primo gennaio prossimo inoltre, il numero delle delle navi da crociera di stazza superiore alle 40 mila tonnellate dovrà essere ridotto fino al 20 per cento rispetto al 2012. Sempre dal primo gennaio 2014 sarà vietato il passaggio nel Canale dei traghetti, con conseguente riduzione del 25 per cento dei transiti davanti a San Marco e del 50 per cento delle emissioni inquinanti.

Soddisfazione espressa anche dal sindaco Giorgio Orsoni che ha incassato anche lo spostamento del terminal crocieristico a Marghera: “Per la prima volta il Governo è intervenuto concretamente sulla questione delle Grandi Navi da crociera. Oggi si è invertita finalmente la tendenza al gigantismo in Laguna. Basta mega crociere a due passi da San Marco, si imporranno infatti fin da subito limiti ben precisi sulle navi che potranno entrare a Venezia”.

E’ lo stesso sindaco di Venezia però che esprime forti perplessità per il ventilato scavo del canale Contorta che emerge dal tavolo di Palazzo Chigi. Nella nota diramata dall’ufficio stampa del consiglio dei ministri infatti si legge la necessità “di prevedere una nuova via di accesso alla Stazione marittima, individuata nel canale Contorta Sant’Angelo, come diramazione del Canale Malamocco-Marghera. Nella valutazione di impatto ambientale di questa opzione saranno naturalmente considerate eventuali soluzioni alternative, compresa quella del Canale Vittorio Emanuele”.

Come dire che il nostro Governo è strutturalmente incapace di pensare una soluzione ad un disastro ambientale causato da una Grande Opera (che altro le Grandi navi non sono) che non preveda la realizzazione di un’altra Grande Opera. Una “soluzione “ che sposa in maniera acritica la proposta alternativa al mantenimento dello status quo avanzata al tavolo della lobby crocieristica. “E’ gravissimo che il Governo abbia deciso di dare il via libera alla valutazione d’impatto ambientale per lo scavo del nuovo canale Contorta Sant’Angelo – ha commentato Beppe Caccia-. Non c’è alcuna ragione plausibile per non confrontare e valutare con pari dignità tutte le proposte alternative che erano state avanzate, dalla realizzazione di un nuovo terminal transitorio a Marghera alla definitiva collocazione del porto passeggeri fuori dalla Laguna. Lo scavo di nuovi canali con la drammatica ulteriore manomissione degli equilibri lagunari è semplicemente inaccettabile. Ci batteremo in ogni sede contro questa follia”.

Abbiamo buttato le Grandi Navi fuori dalla laguna. Il canale della Contorta non può essere un’escamotage per farcele rientrare.