No Monsanto Day. Giornata mondiale contro gli Ogm

Oggi nella giornata mondiale No Monsanto Day in molte città d’Italia si sono svolte iniziative di boicottaggio contro la Monsanto e per lo stop definitivo alla produzione e all’utilizzo degli OGM nella filiera di produzione alimentare, di pesticidi e altre sostanze chimiche nocive sulle nostre tavole.
Gli Organismi Genuinamente Mobilitati continuano le iniziative contro gli OGM dopo l’azione a Vivaro, l’assemblea a Vicenza con la condivisione della “Carta d’intenti per la tutela della biodiversità e contro la diffusione degli Ogm” (vedi allegato).
Una mobilitazione che si collega alla settimana #mayofsolidarity per un Europa dei diritti e free-ogm.
Nelle mobilitazioni solidarietà e complicità con le comunità zapatiste che difendono la loro terra della voracità delle multinazionali e proprio per questo sono aggredite da bande paramilitari come successo alla Realidad con l’uccisione del compagno Galeano.
CRONACA DELLE INIZIATIVE

Padova
All’Ipermercato Despar boicottaggio dei prodotti gruppo Veronesi, Parmigiano Reggiano e Grana Padano. Gli Organismi Genuinamente Mobilitati entrano ed attaccano adesivi sui prodotti per dire:  “Vogliamo che sia chiara la provenienza di quello che mangiamo! L’85% degli animali negli allevamenti è alimentato con mangini OGM e nessuno lo dice.”. L’iniziativa si sposta al Mac Donald contro gli Ogm perchè dicono gli attivisti: “nell’aprile scorso Mac Donald non ha avuto vergogna a dichiarare pubblicamente di utilizzare per alcuni dei suoi panini carni di pollo alimentati OGM”. Solidarietà alle comunità zapatiste durante la mobilitazione: “noi stiamo con gli zapatisti perchè come noi lottano per la difesa della terra e contro l’arroganza delle multinazionali. Siamo vicino a loro, condividiamo rabbia e dolore per l’uccisione del compagno Galeano ad opera dei gruppi paramilitari”
Trento
A Trento l’iniziativa si è svolta di fronte all’Eurospar di via Manci, in pieno centro storico, con banchetto, volantinaggio e megafonaggio. In seguito gli attivisti sono entrati nel supermercato, sanzionando con adesivi alcuni prodotti a rischio ogm.
L’iniziativa trentina lancia anche l‘OltrEconomiaFestival, che si terrà dal 31 maggio al 2 giugno. Durante la seconda giornata dell’evento sarà centrale il tema delle lotte contro gli ogm e le industrie agroalimentari nella costruzione di un’alternativa basata sulla sovranità alimentare
Bologna
Nel giorno del No Monsanto Day a Bologna viene sanzionato Expo 2015, per sottolineare il forte legame tra la multinazionale statunitense e il mega evento che sta invadendo Milano. Contro gli Ogm, la svendita del pianeta e le grandi opere si rilancia anche la lotta contro il F.I.C.O /eataly il nuovo progetto Made in BO di grande evento e spettacolarizzazione della cultura alimentare… Leggi l’articolo
Reggio Emilia
In occasione della giornata mondiale di mobilitazione contro la Monsanto gli Organismi Genuinamente Mobilitati hanno voluto  sollevare un paradosso del territorio, evidenziando il legame tra il Parmigiano Reggiano e la multinazionale statunitense: “La produzione del Parmigiano è caratterizzato da un processo artigianale con più di 800 anni di esperienze, saperi e conoscenze. A tutela di questa storia è stato costituito il consorzio Parmigiano Reggiano, coinvolgendo oltre 4000 aziende agricole ed oltre 400 caseifici All’interno di questa storia si sono inserite le multinazionali delle bio-tecnologie; sono entrati nella filiera produttiva attraverso i mangimi contenenti soia OGM utilizzati da una grande parte delle aziende agricole nella produzione del latte…. Leggi l’articolo
Vicenza
Una trentina di attivisti hanno fatto un’iniziativa di informazione dei consumatori all’interno dell’Interspar di Borgo Berga, applicando delle etichette che segnalano la possibile presenza di Ogm in alcuni prodotti distribuiti nella grande distribuzione.
La scelta di Borgo Berga non è casuale, come spiegano i promotori dell’iniziativa: “Abbiamo scelto un luogo simbolo della cementificazione e della distruzione del territorio, per ribadire la necessità di fermare il consumo di suolo e difendere la piccola agricoltura contadina che salvaguarda la terra e la biodiversità. Inoltre, il committente della grande opera a Borgo Berga è il gruppo Maltauro (con Codelfa di Tortona)” ed infatti gli attivisti hanno dedicato uno striscione all’imprenditore vicentino – “Maltauro divora la terra: No Expo” ricordando fra l’altro come il  padiglione statunitense dell’Expo 2015 dovrebbe essere finanziato proprio dalla Monsanto, ” … Leggi l’articolo
Treviso
ZTL Wake UP! ha aderito alla giornata #NoMonsantoDay con un’iniziativa che ha voluto segnalare all’interno del supermercato i prodotti che contengono OGM. Gli attivisti dal megafono hanno affermato: “Rivendichiamo il diritto di conoscere la provenienza dei cibi che acquistiamo e chiediamo che anche nella grande distribuzione organizzata si dica No agli Ogm, privilegiando le filiere Ogm free ed esigendo dai fornitori più trasparenza circa l’origine dei prodotti che andranno sugli scaffali dei supermercati.”
Rimini
Nel #nomonsantoday organismi Genuinamente Mobilitati in azione anche in Romagna facendo nascere ORto Madiba. Gli attivisti sottolineano come: “Abbiamo voluto declinare questa giornata di lotta mondiale contro la Monsanto riappropriando di un pezzo di terra nel Parco Marecchia non molto distante da Casa Madiba occupata. L’abbiamo fatto con la consapevolezza che lottare contro le multinazionali, gli ogm, i pesticidi e per la sovranità alimentare significa anche lottare contro il ricatto sulle nostre vite, quello della disoccupazione e dello sfruttamento. Dire no alla Monsanto, all’agricoltura industriale, agli ogm è uno dei tanti passi che possiamo fare collettivamente per costruire un’altra Europa libera dallo sfruttamento capitalismo e ogm free! Dopo i lavori di aratura e la sistemazione del campo domani si concluderà la preparazione terreno e lunedì si pianteranno diverse piante di ortaggi rigorosamente #ogmfree.” Leggi l’articolo
Mestre
A Mestre gli attivisti hanno boicottato i prodotti a rischio Ogm nel supermercato Pam in Piazza Barche. I prodotti sono stati segnalati mediante delle etichette adesive che indicano il rischio di presenza Ogm, soprattutto in quelli di derivazione animale. Durante tutta l’azione di boicottaggio all’interno ed all’esterno del supermercato è stata svolto un massiccio volantinaggio informativo e si sono susseguiti interventi di sensibilizzazione al megafono.
Di seguito il volantino distribuito:
24 maggio 2014 No Monsanto day, giornata internazionale di boicottaggio della Monsanto
Consumatore, sai cosa stai acquistando?
Sai che in Italia è vietato coltivare direttamente Ogm, ma i prodotti geneticamente modificati arrivano sulle nostre tavole comunque attraverso l’importazione di prodotti contenenti Ogm?
Sai che la presenza di Ogm nei prodotti che acquistiamo deve essere segnalata in etichetta solo se supera lo 0,9% degli ingredienti?
Il 24 maggio anche in Italia – come in altri 52 paesi del mondo e oltre 400 città – ci mobilitiamo ancora una volta contro la multinazionale statunitense Monsanto,chiedendo il boicottaggio dei suoi prodotti e lo stop definitivo all’introduzione di Organismi geneticamente modificati (Ogm), pesticidi e altre sostanze agro-chimiche nocive sulle nostre tavole.
Monsanto, infatti, è uno dei maggiori (ma non l’unico!) produttori mondiali di sementi transgeniche, pesticidi ed erbicidi inquinanti, impiegati nell’agricoltura industriale.
In Italia stiamo assistendo a una nuova offensiva da parte di Monsanto, che ha introdotto anche nel nostro Paese – a partire dal Friuli Venezia Giulia con la complicità di alcuni agricoltori fantoccio – la coltivazione di un mais geneticamente modificato, il Mon810.
A fine aprile 2014, una sentenza del Tar del Lazio – a fronte anche delle pressioni che i movimenti hanno saputo mettere in campo contro gli Ogm e per la tutela della biodiversità – ha sospeso le semine del Mon810 fino al prossimo ottobre. Sentenza che di fatto non ha impedito una nuova semina del mais geneticamente modificato: da recenti dichiarazioni fatte dagli agricoltori dell’associazione Futuragra (favorevole agli Ogm) è emerso che l’imprenditore agricolo friulano Giorgio Fidenato avrebbe già riseminato un nuovo campo con il Mon810, in provincia di Udine, mettendo ancora una volta a rischio la salute e la biodiversità di quei territori.
Crediamo che la battaglia contro la diffusione degli Ogm in Italia debba essere fatta a tutto campo: fermando le semine Ogm direttamente in campo, ma anche mobilitandoci per interrompere gli altri passaggi della filiera che porta gli Ogm sui nostri piatti.
L’importazione di prodotti contenenti Ogm, infatti, è possibile, e la presenza di Ogm nei prodotti che acquistiamo deve essere segnalata in etichetta solo se supera lo 0,9% degli ingredienti.
Molti cibi sono a rischio, soprattutto quelli contenenti derivati animali. La maggior parte dei mangimi esteri con cui vengono alimentati gli animali allevati in Italia (da cui derivano anche famosi prodotti D.O.P e D.O.C.G del rinomato made in Italy), infatti, contengono Ogm. Di conseguenza, molti alimenti a contenuto proteico (carni, latte, uova e derivati) risultano contaminati. Di questo percorso degli Ogm non esiste a oggi nessun tipo di tracciabilità e nessuna forma di etichettatura che informi il consumatore.
Questa situazione, ben nota agli addetti ai lavori che la giustificano come “unica alternativa economica presente sul mercato”, è rafforzata dalle dichiarazioni pubbliche di Giordano Veronesi, presidente di Assalzoo (l’associazione nazionale che riunisce i produttori di alimenti zootecnici, maggior produttore italiano di mangimi): “Nella mia azienda (che produce 150 milioni di polli e 800mila maiali l’anno per marchi come Montorsi, Negroni e Aia, ndr) importiamo ogni mese 40mila tonnellate di soia Ogm e 9mila di soia free Ogm, destinate all’alimentazione degli animali”.
Chiediamo trasparenza nella filiera produttiva e informazioni dettagliate ai consumatori sulla presenza di prodotti Ogm, con etichette che parlino in modo chiaro e semplice.
Rivendichiamo il diritto di conoscere la provenienza dei cibi che acquistiamo e chiediamo che anche nella grande distribuzione organizzata si dica No agli Ogm, privilegiando le filiere Ogm free ed esigendo dai fornitori più trasparenza circa l’origine dei prodotti che andranno sugli scaffali dei supermercati.
Inoltre, invitiamo tutti i consumatori a boicottare i prodotti del gruppo Veronesi e gli altri marchi sospetti di contenere Ogm derivanti dalla mangimistica (come Aia e Ovomattino per le carni avicole e le uova; Montorsi e Negroni per le carni suine).
Il 24 maggio 2014, migliaia di “Organismi genuinamente mobilitati” si attivano in centinaia di città del mondo per ribadire che non c’è più spazio per chi, come la Monsanto, spinta da meri interessi di profitto, continua ad avvelenare la nostra terra.
Salvaguardiamo la salute e al biodiversità dei territori: diciamo No agli Ogm e valorizziamo la piccola agricoltura contadina di prossimità.

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