Con pentole, mestoli e coperchi: tutti alle Zattere per difendere la nostra laguna

Quando passerà la prima nave, verso le 16, saremo tutti là, sulla riva delle Zattere, per salutarla con pentole, mestoli e coperchi. Un rumoroso comitato d’accoglienza per far capite a tutti che Venezia non rimane passiva davanti all’invasione di una “flotta di guerra” che porta solo inquinamento e devastazione ambientale. Una città come la nostra, dall’equilibrio fragilissimo, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità, non può accettare di trasformarsi in una autostrada per consentire il transito di 12 grattacieli galleggianti. Dodici Grandi Navi che non spegneranno i loro motori neppure quando ormeggeranno nelle banchine della Marittima. Dodici grandi navi ciascuna delle quali inquina come 14 mila automobili. Basta moltiplicare questo numero per 12, e dividere poi per il numero dei residenti per accorgersi che è sabato, per le strette calli di Venezia, sarà come se circolassero tre automobili per ogni residente, bambini compresi. Una proporzione inconcepibile per una città che è per antonomasia la “città senza auto”.

Sabato sarà come se 12 elefanti entrassero in una cristalleria. Per le compagnie crocieristiche sarà una dimostrazione di forza, di arroganza e di sfrontatezza coadiuvata dal silenzio della Capitaneria di Porto, dalla complicità dell’autorità portuale e dall’inerzia del governo e dei ministeri competenti. Anche il Comune, se si esclude la ferma presa di posizione dell’assessore all’Ambiente, Gianfranco Bettin, sembra adagiarsi sulle proposte – alcune delle quali, come abbiamo già scritto, peggiori del male – in discussione nelle sedi romane e ha lanciato il programma della Settimana Europea per la Mobilità sostenibile senza spendere una riga sul transito delle grandi navi in laguna.

A tenere la trincea della difesa della laguna, il solo assessorato all’Ambiente che, in collaborazione con l’Arpav, ha installato centraline per monitorare, prima, dopo e durante il passaggio delle Grandi Navi, il rumore e la qualità dell’aria tramite i parametri correlati alla combustione (polveri sottili, idrocarburi policiclici aromatici, anidride solforosa, ossidi di azoto e monossido di carbonio, e altro). In attesa dei risultati della analisi, c’è poco da stare allegri. Come ha sentenziato il professor Axel Friedrich, già direttore dell’Ente nazionale tedesco di protezione ambientale: “L’inquinamento di fondo a Venezia è peggio di quello di Pechino”.

Friedrich, come abbiamo letto in un articolo su Global Project, è venuto in laguna proprio per girare un documentario per la televisione pubblica tedesca, evidentemente più sensibile a certe tematiche che la nostra Rai, proprio per monitorare la criticità del passaggio della Grandi Navi in un ambiente delicato come la nostra laguna. Non è una novità che il futuro della nostra città desti più preoccupazione all’estero che in patria. Così come non è una novità che a difenderla si levino le voci di personaggi pubblici – non ultimo Celentano che oggi ha addirittura acquistato una pagina sul Corriere per denunciare “l’Eterno Funerale delle bellezze del mondo” – piuttosto che di ministri e politici.

Spetta a noi tutti, domani alle Zattere, a partire dalle 14,30, dimostrare che anche i veneziani sanno alzare la voce per difendere la loro città. Quella Venezia che è sì patrimonio dell’Unesco e dell’umanità intera, ma anche e soprattutto un nostro patrimonio, la nostra casa, il nostro primo bene comune.