Riapre la stagione crocieristica, la Preziosa fa “stumpft” e Venezia si prepara alla mobilitazione

Ci avevano raccontato che era impossibile. Avevano tentato di farci credere che un incidente in laguna fosse una eventualità “scientificamente” impossibile (senza considerare che qualsiasi fisico vi può confermare che “scientificamente” sta solo a significare “abbastanza probabile”). Avevano sostenuto che i nostri timori erano allarmismi di profani, di persone digiune della perfezione tecnica raggiunta dagli attuali sistemi computerizzati di navigazione. Che gli incidenti del Giglio e del porto di Genova non significano nulla perché in laguna i livelli di sicurezza sono elevati al massimo grado. Che lo “struscio” a Riva degli Schiavoni, quel giorno in cui i passanti terrorizzati hanno visto la Grande Nave che pareva voler salire sulla fondamenta, era una sorta di illusione ottica.
Ce ne hanno raccontate, di balle!

Ed ecco che, proprio nel viaggio inaugurale della stagione crocieristica, quello che ha riaperto il Bacino di San Marco alle Grandi navi, la Preziosa ha fatto “stumpft”!
Ieri alle 8,15 di mattina, una nave della Msc Crociere in ormeggio, la Preziosa, ha pesantemente sbattuto contro il “finger” – come viene chiamato il corridoio di imbarco dei passeggeri – ricavandone uno sfregio mica da ridere sul mascone di dritta. Eppure, tutte le famose condizioni di sicurezza previste dalle normative erano state rispettate: “Nonostante i due rimorchiatori e la presenza del pilota a bordo – si legge nella Nuova Venezia – la Preziosa è sembrata allargare la poppa e di conseguenza stringere troppo la prua verso la banchina. Il pilota ha dato il ‘macchine indietro’, ma anche questa manovra non è stata sufficiente a evitare che la parte di fiancata più vicina alla prua urtasse uno dei corridoi mobili d’imbarco”.

La Preziosa è una delle ammiraglie della Msc Crociere. Quella stessa Msc Crociere che, ci teniamo a sottolineare, sempre in questi è stata oggetto di una operazione della polizia brasiliana. In un blitz condotto in una sua nave ormeggiata nel porto di Salvador di Bahia, gli agenti hanno liberato undici persone «impiegate in condizioni analoghe agli schiavi», come hanno reso noto le forze dell’ordine. Viene da chiedersi se quando i sostenitori delle Grandi Navi invocano la necessità di difendere il posto di lavoro intendono qualcosa del genere.

A scanso di equivoci, diciamo subito che lo “stumpft” della preziosa nave non ci fa affatto piacere, pure se non fa altro che confermare ciò che Eco Magazine e i comitati per la difesa di Venezia hanno sempre sostenuto. Non ci fa piacere perché noi questi grattacieli galleggianti in manovra sotto il Campanile non li vorremmo neppure se fossero sicurissimi al – e dico una bestialità scientifica – cento per cento. Non ce li vogliamo per un sacco di buoni motivi. Non ultimo, la quantità di inquinamento che inevitabilmente spargono nella nostra laguna e nei nostri polmoni. Vedere confermati i nostri peggiori timori di profani “ignoranti della perfezione tecnica raggiunta dagli attuali sistemi computerizzati di navigazione” ci fa solo preoccupare di più e, naturalmente, ci spinge a gridare ancora più forte: “Fuori questi mostri dalla laguna di Venezia”.

Guarda caso, il giorno di riapertura del Bacino alle Grandi Navi era pure a ridosso della Domenica Ecologica, che a Venezia significa tirare fuori i remi e lasciare in cavana il fuoribordo. Iniziativa lodevolissima, per carità, ma che certo ti lascia un po’ l’amaro in bocca quanto a te tocca spingere sullo scalmo mentre la Msc fa andare le sue navi, che sono un tantino più grandi e più inquinanti della tua “topa”, su e giù per il canal della Giudecca. A Ca’ Farsetti, a far la passerella con i giornalisti, c’era pure il ministro per l’Ambiente, Gianluca Galletti, che si è beccato l’inevitabile contestazione dei comitati. In un breve colloquio con i cittadini che gli hanno ricordato i rischi per la città e la devastazione per la laguna che questi obbrobriosi Grand Hotel galleggianti comportano, il ministro ha ribadito la volontà di “portare fuori le Grandi Navi dalla laguna trovando una soluzione che non danneggi l’economia”.

Soluzione che, dal nostro punto di vista, non può che essere quella di tenere questi alveari il più lontano possibile dalla nostra città. E, siccome abbiamo imparato che senza lotta sociale nessuno ci regala niente – tantomeno un Governo, sia esso di destra o di sinistra – i comitati hanno rilanciato la mobilitazione. L’incidente della Preziosa ha spazzato via due mesi di incessanti propagande e di inqualificabili piagnistei che le compagnie di crociera hanno portato avanti su tutti i media, dalle televisioni locali alle pagine pubblicitarie acquistate sui giornali. E questo è senz’altro un punto a nostro vantaggio.

Lunedì 14 aprile, è stata indetta un’assemblea cittadina a S. Leonardo alle 16.30 per preparare le prossime mobilitazioni.

Di seguito, in chiusura, riporto col copia e incolla il comunicato stampa lanciato dal Comitato No Grandi navi.

Gli dei puniscono la superbia degli uomini, e così stamane [ieri 5 aprile] la Msc Preziosa ha deragliato dai binari di Paolo Costa e di Sandro Trevisanato andando a sbattere contro la banchina della Marittima nonostante due rimorchiatori, il pilota a bordo, le tecnologie ultramoderne che la guidano.
Non c’è che dire, una bella riapertura per la stagione croceristica!
È ovvio per chiunque che in qualsiasi attività umana l’incidente è sempre dietro l’angolo, ma non per i paladini del crocerismo che hanno sempre fatto come il cieco che non vuol vedere o il sordo che non vuol sentire, negando qualsivoglia problema e riducendolo a “fastidio estetico”, come a suon di libri o di paginate di giornali a pagamento hanno cercato di dire l’Autorità Portuale e la Venezia Terminal Passeggeri.
La grande contro-informazione e mobilitazione che abbiamo costruito in questi due anni ha fatto si che centinaia e centinaia di persone si siano opposte al passaggio delle grandi navi in laguna (con i propri cervelli, cuori e corpi) facendo capire al mondo intero l’importanza e la legittimità della nostra battaglia. Battaglia che il mondo ha mostrato di appoggiare e condividere.
Non ci spaventano le ammende che ci sono state inflitte travisando il significato della protesta sociale e colpendola con provvedimenti amministrativi. Siamo giustamente preoccupati per gli immensi problemi, per i gravi rischi connessi al crocerismo e per i pochi vantaggi che ne trae la città. E oggi gridiamo di nuovo basta, basta basta!!!!
Diffidiamo il Governo e la Regione dall’imboccare scorciatoie inaccettabili per fare presto, con la scusa dell’incidente. Bisogna si intervenire presto, ma operare alla luce del sole. La strada è solo una: nessun ricorso alla legge obiettivo, un vero e serio confronto tra i progetti e gli scenari in campo, un dibattito trasparente e partecipato che abbia al primo posto l’interesse pubblico.
Se si terranno in conto tutti i problemi legati al crocierismo tra cui la crescita del livello del mare e i limiti alla portualità che comporterà il Mose alle bocche di porto, la soluzione che unisce la salvaguardia del lavoro e la tutela dell’ambiente è una sola:
le grandi navi incompatibili devono stare fuori dalla laguna.
Quello che è successo oggi ci dice che la lotta è aperta più che mai e ci spinge a proporre un’assemblea cittadina nei prossimi giorni, per chiamare a raccolta la cittadinanza tutta.