Una tangenziale per la Giudecca

A luglio, quando è stata avanzata per la prima volta, l’idea di realizzare una tangenziale d’acqua per Grandi Navi proprio a ridosso della Giudecca sembrava uno scherzo. Ed invece, la proposta avanzata dal deputato di Scelta Civica Enrico Zanetti sta prendendo corpo e sarà uno dei quattro progetti alternativi al passaggio in Bacino in discussione.
In altre parole, la tangenziale è l’ennesima Grande Opera a spese di quel che rimane della nostra disastrata laguna per risolvere un problema causato da un’altra Grande Opera (che altro non sono le Grandi Navi). E’ così marcia l’economia.
Il dossier già consegnato al ministro per le Infrastrutture e i Trasporti a fine luglio e ripresentata in questi giorni a Ca’ Farsetti, prevede lo scavo di un ennesimo mega canale tutto intorno all’isola popolare della Giudecca per dar modo alle navi da crociera di approdare in Marittima senza fare la barba alle zone nobili della città. Il tutto, senza gravi disagi per i crocieristi che comunque si godrebbero la vista di piazza San Marco ad una “distanza di sicurezza” di circa 300 metri.
Una tangenziale, per usare le parole dello stesso Zanetti, lunga 2 chilometri, profonda dieci e larga 150 metri. Lo scavo di due milioni di metri cubi di fanghi dal costerebbe 60 milioni di euro. Milione più milione meno. E comunque erano solo 11 a luglio. “I costi sono indicativi perché il progetto è ancora in fase di studio” ha dichiarato il deputato, precisando che ritiene la tangenziale una “proposta di buon senso e ampiamente condivisa, oltre che più vantaggiosa anche per il minor impatto ambientale”.
Va sottolineato che l’dea non è neppure originale. Già nei primi anni del ‘900 era stata avanzata l’idea di scavare dietro la Giudecca. ma erano tempi in cui la parola “ecologia” doveva ancora essere inventata e la laguna non era nelle condizioni in cui si trova ora. Alla fine prevalse il buonsenso e non se ne fece nulla. Oggi non ci scommettiamo niente.
Neanche a dirlo, la “tangenziale” con tanto di impianto luminoso e bricole in stile “Old Venice” ha immediatamente ottenuto il plauso entusiastico degli “sviluppisti” locali e di tutti coloro che continuano a ritenere che il problema dei rifiuti si risolva con più inceneritori, quello dell’energia con più centrali e quello della crisi aumentando i consumi. Confindustria, Alilaguna, esponenti politici dell’Udc e degli ancora vivi socialisti hanno in più occasioni definito il progetto “interessante” e “ambientalmente sostenibile”. Fabio Sacco, presidente di Alilaguna, nel corso di un convegno organizzato dal gruppo Psi in Comune, ha addirittura rilanciato – già che si deve scavare, scaviamo! – proponendo un altro mega canale tra Tessera e le Fondamente Nuove per alleggerire il traffico di taxi diretti all’aeroporto.
Intanto in città spopolano le barzellette sulla tangenziale d’acqua e la gente si domanda se il progetto prevede anche un “boatgrill” al posto dell’autogrill. Io, non ci scherzerei troppo. Capacissimi di averlo previsto sul serio.