I cacciatori nel parco. La Regione confeziona un bel regalo di Natale alla lobby degli “sparatutto”

Alla regia di questo ennesimo tentativo della Regione Veneto di smantellare le – poche – aree protette del Veneto per trasformarle in riserve di caccia per gli amici degli amici, c’è ancora lui: il consigliere Sergio Berlato, eletto nelle liste di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale. Sotto tiro, è proprio il caso di dirlo, c’è il parco dei Colli Euganei. Un emendamento alla legge regionale legge di stabilità che sta per andare in discussione a Palazzo Ferro Fini, a firma del consigliere vicentino, chiede di ridurre di ben due terzi l’attuale superficie del parco, così da poter permettere ai cacciatori di praticare il loro “sport” preferito in aree sino ad oggi proibite alle doppiette

Un provvedimento che è stato definito una autentica porcheria, non solo dagli ambientalisti ma anche dai sindaci dei Comuni interessati come Arquà, Montegrotto, Battaglia, Lozzo, Este, Monselice e Galzignano, che vedono azzerare tutti i benefici che i loro cittadini ottengono dal parco, per fare un regalo di natale alla potentissima lobby dei cacciatori che ha nel consigliere Berlato il suo punto di riferimento. Una lobby, questa dei cacciatori, molto appetita da tutti i politici di destra (e anche da qualcuno di sinistra), considerato che il suo esempio è stato immediatamente seguito dal collega consigliere Stefano Valdegamberi, lista Zaia, che ha presentato un emendamento fotocopia sostituendo al nome “parco dei Colli”, “parco della Lessinia”. 

In poche parole, se gli emendamenti dovessero essere approvati, il nostro povero Veneto, già abbastanza cementificato, si ritroverebbe con due storici parchi in meno e due aziende venatorie in più. 
Il tutto, nel silenzio (complice?) del presidente Luca Zaia, dal quale ci si attenderebbe un po’ di veemenza in meno nella difesa di una lingua che non esiste e di una etnia immaginaria, e un po’ di attenzione in più per l’ambiente in cui viviamo.

E, siccome siamo sotto natale, i regali ai cacciatori non sono finiti: l’emendamento a firma Berlato prevede anche la depenalizzazione degli illeciti penali in materia di caccia. Come dire: fate quello che volete anche se la legge lo vieta. Tanto, tutti i vostri reati saranno condonati. Pensate che festa se questo principio giuridico fosse applicato anche alle altre categorie come, che so, gli automobilisti o i ladri!  
E c’è ancora qualcuno che sostiene che i cacciatori non siano una lobby! Lo sono invece. Proprio come quella dei costruttori che sarebbero i secondi a beneficiare dell’emendamento Berlato perché, una volta abbattuti i vincoli di tutela dei parchi, anche il cemento e le speculazioni edilizie avrebbero la strada spianata. 

La colpa poi, è tutta dei cinghiali! Il partito dei cacciatori giustifica questa vergognosa operazione di smantellamento dei parchi veneti imputandola ai cinghiali. E che ci sia un numero eccessivo di questi animali nella nostra Regione, che questi causino danni all’agricoltura e che trovino rifugio all’interno dei sopracitati parchi, è una verità indiscussa. 
Ma la soluzione non sono i cacciatori. Nessuna questione ambientale può essere risolta con la caccia. Soprattutto per come la intende chi oggi se la spassa a procurare dolore agli animali. Un cacciatore come lo era Mario Rigoni Stern, sottoscriverebbe ogni parola che abbiamo scritto perché non avrebbe nulla da spartire con chi spara per “sport”. 

I cacciatori non sono la soluzione. Casomai, sono il problema. Se la popolazione di questi animali ha raggiunto nel nostro Veneto livelli preoccupanti è solo perché proprio i cacciatori ne hanno fatto continue, e spesso illegali, immissioni. Non è neppure un mistero che questi animali sono fonte di grandi guadagni nel mercato clandestino della carne da tavola. 
Affidare la “tutela” della fauna, o anche una suo semplice contenimento, ai cacciatori è un controsenso. Intanto perché la loro sensibilità ambientale è quella di un dirigente del Consorzio Venezia Nuova, ma soprattutto perché l’interesse di un cacciatore è quello di riempire il carniere e, di conseguenza, di avere tanti animali ai quali sparare. 

Quello che si deciderà in consiglio regionale è il destino dei parchi veneti. Ed è appena il caso di notare che le scelte saranno irreversibili. Da una colata di cemento, dalla scomparsa di una specie, dalla devastazione di un’area protette non si torna più indietro. 

Chi ha a cuore l’ambiente e i beni comuni, deve agire oggi perché domani i pentimenti non serviranno a niente. 
Ambientalisti, comitati civici, associazioni animaliste hanno invitato tutti cittadini alla mobilitazione. L’appuntamento è lunedì 12 dicembre a Venezia, a mezzogiorno, davanti a Palazzo Ferro Fini, sede del consiglio regionale.
Dovremo essere in tanti. Solo così riusciremo a far capire un bel po’ di cose a gente che ha la testa dura.