Comunicato sull’udienza sulla Pedemontana Veneta

Il 23 gennaio 2019  nel Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto è iniziato il Processo  (Amministrativo) contro la Mostruosa Superstrada Pedemontana Veneta , un DELITTO ambientale, sociale, economico e finanziario di inusitate proporzioni.

Almeno tre volte più FALSO, più FUORILEGGE, più FALLIMENTARE e più FOLLE del MOSE.

Da bloccare immediatamente: 

1 – Prima che gli immani scassi  in atto delle terre, delle arie e dei sistemi idrici superficiali  e profondi lungo l’intero tracciato dei 94,5 Km, in particolare nei 64 Km scavati al di sotto del “Piano Campagna” ed i 68 KM delle promesse ma non ancora finanziate ed iniziate strade di raccordo con le reti viarie locali producano ulteriori immani, irreversibili, mortali peggioramenti diretti ed indiretti di tutte le fondamentali condizioni di vita di almeno tre milioni di cittadini residenti nel Veneto Centrale (Province di Vicenza Rovigo – Padova – Venezia – Treviso).

2 – Per consentire a tutta l’opinione pubblica regionale e nazionale di comprendere appieno  quanto e come il compimento di questa sciagurata opera  pubblica aggraverebbe l’attuale insostenibile DEBITO PUBBLICO,  oltre che le condizioni  sempre più PATOGENE delle ARIE PADANE, delle ACQUE e delle TERRE SEMPRE più AVVELENATE DA MICIDIALI SOSTANZE CANCEROGENE E MUTAGENE.

3 – Per consentire ai molti e qualificatissimi tecnici competenti in materia dei sistemi di trasporto eco-compatibili  non collusi con il “Sistema”, di spiegare  nel dettaglio come sia  ancora possibile convertire l’originario progetto  autostradale della pedemontana veneta, costosissimo e fallimentare in una  flessibile struttura  intermodale  (gomma + ferro + nave + aereo ) completamente aperta alle necessità di tutte le utenze personali e collettive locali e  razionalmente, efficacemente interconnessa con tutti i mercati nazionali ed internazionali.

Numerosi rappresentanti delle almeno 50  Associazioni Ecologiste  di tutto il Veneto, sono stati attenti testimoni dell’udienza durata circa un’ora e mezza, il giorno 23 gennaio scorso al Tar Veneto.

Ne sono usciti convintissimi di aver assistito alla  esplicita confessione,  da parte dei molti avvocati intervenuti, che il gioco delle tre convenzioni del 2009, del 2013, dei 2017 è sostanzialmente un enorme imbroglio giuridico (molto rassomigliante al gioco delle tre carte…) finalizzato alla costruzione di una autostrada straordinariamente costosa,  estremamente utile per cavatori e cementificatori compulsivi, ma completamente INUTILE ai veneti, i quali la devono solo pagare.

I MOVIMENTI ECOLOGISTI DEL VENETO vogliono far sentire la loro voce e stanno preparando una grande manifestazione che si terrà il 23 di Febbaio a Venezia per chiedere le immediate dimissioni della Giunta Regionale del Veneto di LUCA ZAIA, in continuità, anzi molto peggiore, di quelle di Galan con il Mose.

A Roma il 23 marzo prossimo, le Associazione per la salvaguardia della Vita dell’Ambiente e dell’ecologia, chiederanno al Governo Nazionale di bloccare tutte le Grandi Opere, per avviare le soluzioni alternative proposte dai movimenti di persone che vivono i territori e conoscono le loro esigenze, costantemente ignorate dai governi, senza soluzione di continuità servili al “Sistema del Malaffare, durante l’intera corrotta e corruttrice ERA  BERLUSCONIANA.

i movimenti ecologisti del veneto attendono fiduciosi una  definitiva sentenza di condanna della  terza convenzione del 2017, ma non solo, di tutto l’impianto economico della SPV essendo ormai chiara la sua illegittimità. 

chiedono inoltre alle procure di rispondere ai numerosi esposti penali fatti in molti anni dai cittadini e associazioni e assicurare alla giustizia i responsabili di questo disastro economico, ambientale e sociale, che ha segnato il cruciale capitolo del tracollo verticale  della  gloriosa civiltà veneta.

Due testimoni  dell’Udienza al TAR Veneto, di mercoledì 23 gennaio 2019

Osvaldo Piccolotto cell.  3894623889 e Massimo Marco Rossi cell.  3478460816

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