Grandi Navi. Anche la Cgil le vuole fuori dalla laguna. Ambiente e democrazia contro le lobby del turismo

Che le Grandi Navi siano incompatibili con la laguna lo dice, adesso, anche la Cgil. Incompatibili non soltanto con i fragili equilibri dell’ecosistema lagunare, ma incompatibili anche con lo stesso concetto di democrazia che chiede che il governo della città venga restituito alla città e non a potentati economici che dalla Capitale fanno la voce grossa. E Venezia, sulle Grandi Navi ha già deciso. Lo dimostra la grande partecipazione di cittadini agli incontri sul tema della traffico crocieristico, come il “Confronto sul destino della città. Dal turismo alle grandi navi” organizzato dalla Spi (pensionati) Cgil e svoltosi ieri pomeriggio nella sala San Leonardo. L’incontro è stato coordinato dalla segretaria Spi di Venezia centro storico, Marina Scalori. Tra i partecipanti Silvio Testa per il Comitato No Grandi navi, Gianfranco Bettin assessore all’ambiente, Roberto Montagner segretario generale Cgil Venezia, Angiola Tiboni segretaria Spi Venezia.

Nel suo intervento introduttivo, Marina Scalori ha elencato le contraddizioni di una città come Venezia che da un lato fa man bassa di premi Green e dall’altro viene inserita dall’Onu nell’elenco dei “luoghi a rischio”. La Scalori ha toccato tutti i temi che usciranno dal confronto come la necessità di un governo unitario città-laguna oggi frastagliato in una miriade di competenze, la partecipazione dei cittadini alle scelte dell’amministrazione e il rispetto delle normative tra cui il noto decreto Clini per l’allontanamento dei mostri galleggianti, l’eccessivo ed insostenibile flusso turistico che rende oramai impossibile la fruizione della città da parte tanto dei visitatori quanto dei residenti.

Gianfranco Bettin ha ripreso la suggestione della sindacalista, ricordando il lavoro d’eccellenza che l’amministrazione e le categorie compiono su questioni ambientali e di innovazione tecnologica “verde” nel difficile contesto gravato da una crisi economica mondiale. “Gli enti locali sono rimasti gli ultimi difensori dei beni comuni e della democrazia – ha spiegato l’ambientalista – e per questo sono posti costantemente sotto attacco. Assistiamo ogni giorno al gioco di addossare la colpa ai Comuni anche quando non hanno competenza in materia”. Dopo aver invitato i presenti a distinguere le responsabilità, Bettin ha parlato ai baricentri attorno ai quali far girare una nuova idea di città. Il primo è naturalmente l’ambiente. “Venezia è sotto attacco da terra, mare e cielo. Parlo di problemi che affliggono tutto il mondo come i cambiamenti climatici ma anche di questioni locali come le troppe cementificazioni che hanno stravolta la laguna. Ricordo solo la sequenza infernale cui abbiamo assistito questa estate dalla moria dei pesci alla proliferazione delle alghe e delle zanzare. Sono questioni che non possiamo non prendere sul serio. Non è più possibile considerare secondaria la tutela dell’ambiente. Anche quando parliamo delle Grandi Navi, la questione ambientale deve essere prioritaria. Qualsiasi soluzione che tenga conto di altre priorità. fosse anche la questione socio economica, alla fine dei conti non sarebbe una soluzione”. L’assessore quindi ha rilanciato l’idea di spostare la marittima a Marghera “per non rivivere un’altra stagione crocieristica come quella passata”. Una soluzione temporanea ma che dà l’idea che qualcosa si sta muovendo e che la città non è prigioniera dei poteri forti.

Polemico l’intervento di Silvio Testa. “In questi 40 anni, le varie amministrazioni si sono ben guardate dall’affrontare il problema del turismo, lasciando governare nei fatti le lobby alberghiere. Un turismo tutt’altro che intelligente, considerato che la media di un giro in basilica è di sei minuti. Venezia si è così piegata all’idea che il mondo ha di lei. Anche le gondole somigliano sempre più a carretti siciliani”. Le Grandi Navi? Per testa sono solo una questione di democrazia. “Il problema è: chi decide. In questo momento il sindaco sta trattando al tavolo proposto dal Governo. Ci sono le compagnie di crociera e non ci sono le associazioni veneziane. Il sindaco Orsoni parla di una sua proposta ma non sappiamo quale sia. La marittima a Marghera? E dove? Non lo sa nessuno. Dice bene Bettin che i Comuni sono rimasti l’ultima cellula vivente della democrazia, ma gli amministratori dovrebbero farsene carico e essere più trasparenti”.

Uscire – finalmente – dal ricatto occupazione contro ambiente. Ecco quanto ha sottolineato nel suo intervento Roberto Montagner. “Oramai siamo tutti d’accordo che le Grandi Navi non possono più transitare per il Bacino. La difesa del lavoro oramai non può più prescindere dalla tutela dell’ambiente. Troppe persone hanno preso da Venezia più di quanto abbiano dato. A 15 mesi dal decreto Clini, noi chiediamo che venga finalmente fissata la data in cui questo venga applicato con decisione”. Il segretario Cgil rimane comunque critico sullo spostamento della marittima a Marghera che, a suo dire, “metterebbe in ginocchio il orto commerciale”.

Replica finale per l’assessore Bettin. “E’ vero che il Comune non ha avuto la forza o le risorse di costruire una sua proposta sulle Grandi Navi. Non avendone il potere, l’amministrazione si è limitata a fissare dei criteri ma rimane comunque l’unica istituzione che si sia confrontata con la cittadinanza. Qualsiasi soluzione uscirà dal tavolo dovrà comunque venire discussa in città ed inserita in un processo partecipativo”.

“In quanto al turismo – ha concluso Bettin-, non è accettabile che qualsiasi discussione in merito sia ridotta a quella idiozia del numero chiuso così come non è accettabile lasciare le cose come stanno. E’ un fenomeno, quello turistico, che potrebbe rivelarsi una autentica risorsa se governato con intelligenza e con prospettive a lungo termine. Ma anche questo caso non è altro che una distrazione dell’evidente mancanza di potere della città sulle questioni che la riguardano direttamente”.

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