Trattori della Cia presidiano la statale tra Lugo e Camponogara. Intanto a Cesena si prepara il ricorso al Tar. Tutti contro la Orte Mestre

“Sotto la neve pane, sotto il cemento fame”. Recita così un vecchio proverbio della civiltà contadina più volte ripreso dai comitati, come lo storico Opzione Zero della riviera del Brenta, che si battono contro le Grandi Opere autostradali.

Ma la notizia stavolta è che non erano i “soliti” ambientalisti, ieri mattina allo svincolo tra Lugo e Campoonogara, a ricordare che sotto le politiche di cementificazione del territorio sono pochi quelli che ci guadagnano e tanti quelli che ce ne rimettono. A muovere i trattori contro il progetto della nuova autostrada Mestre Orte che ha recentemente ottenuto il “via libera” dal Cipe, sono stati proprio gli agricoltori aderenti alla Cia, Confederazione Italiana Agricoltori. Un centinaio di manifestanti ha simbolicamente occupato la carreggiata della statale 309, accanto al canale Novissimo, a bordo di una quarantina di trattori facendo intendere che, se i lavori di asfaltatura dovessero iniziare, la Cia sarà pronta anche a bloccare il traffico e ad organizzare altre forme di resistenza. “La Romea commerciale – si legge in un volantino distribuito nella manifestazione – è un’opera inquinante ed inutile, considerando che il traffico non è tale da giustificare la realizzazione di un’ulteriore colata di cemento che non farà altro che sottrarre terreno all’agricoltura e portare smog nei nostri campi”.

Presenti alla manifestazione anche i comitati contro la Orte Mestre. «Questa autostrada sarebbe un doppione della A13 – ha ricordato il presidente  di Opzione Zero, Mattia Donadel -. Una ennesima Grande Opera, devastante per l’ambiente e dal costo stimato di 10 miliardi di euro che sarebbero meglio investiti in altre realizzazioni, come ad esempio, la messa in sicurezza della viabilità esistente”. Un concetto questo, sostenuto anche da vari sindaci e amministratori dei Comuni attraversati dall’autostrada.

Donadel è stato uno dei protagonisti della lunga biciclettata di informazione sui rischi della Orte Mestre che, come abbiamo dato ampio risalto nel nostro sito, si è svolta tra venerdì 6 e domenica 8 dicembre. Tre faticose “tappe” lunghe complessivamente più di 500 chilometri che stanno ottenendo gli effetti sperati. A Cesena infatti si sta mobilitando un agguerrito comitato a difesa dell’ambiente. Davide Fabbri, uno dei coordinatori, ha già annunciato un ricorso al Tar del Lazio e un altro in sedi europee contro la Grande Opera. “Una autostrada dannosa e speculativa – ha dichiarato – che continua la fallimentare politica di favorire solo il trasporto su gomma in nome di uno sviluppo non più sostenibile. La sua realizzazione porterebbe con se il consumo di suolo agricolo, devastazioni ambientali a carico di aree di interesse storico, paesistico e naturalistico a cominciare dal Delta del Po, le Valli di Comacchio e la Riviera del Brenta. State certi che non la faremo passare. Cesena sarà la nuova Valsusa”.

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