Ride With Us consegna le lettere al Parlamento Europeo

Per la prima mattina dall’inizio del viaggio ci svegliamo senza guardare l’orologio e liberi dalla preoccupazione di dover muoverci nei tempi rigidi della partenza di ogni tappa.
Ci incrociamo in ordine sparso e rilassati nella sala colazione dell’hotel Manhattan ricca di fregi lignei, memoria di un antico splendore in pieno contrasto con la decadenza di alcune parti della struttura e della gestione dell’hotel.
Fuori è una giornata meravigliosa, con un cielo terso e azzurro che fa a pugni con il grigiore e la pioggia che abbiamo incontrato nei giorni precedenti.
Lasciamo volentieri le nostre biciclette in garage per muoverci in metro per l’appuntamento fissato alle 11.00 con i rappresentanti della DG Clima della Commissione europea: Liviu Stirbat, Deputy head of Adaptation Unit presso la Commissione europea, e Silvia Stefanelli, Policy Officer presso la Commissione europea su agricoltura e foreste in materia di cambiamento climatico.
Obiettivo dell’incontro è consegnare loro le lettere raccolte lungo il percorso, simbolica conclusione del nostro viaggio, e avere il piacere di un confronto diretto sulle politiche ed azioni europee sul cambiamento climatico.
Troviamo un’accoglienza oltre le aspettative per la nostra iniziativa. Per il tipo di azione che abbiamo intrapreso, capace di coniugare l’uso dell bicicletta con il servizio di postini delle istanze dal basso verso la Commissione, ma anche per il momento in cui l’abbiamo intrapresa, a cavallo tra l’elezione del parlamento europeo e l’avvio della nuova Commissione, proprio la ragione per cui abbiamo scelto di pedalare fino a Brussels.
È chiaro il segnale giunto da queste elezioni, con la maggiore partecipazione al voto dei cittadini europei, la grande presenza dei giovani e in molti paesi un segnale forte verso i partiti verdi.
In qualche modo la scelta di assegnare il clima a una figura di peso come Timmermans, vicepresidente della Commissione, è un segnale chiaro del ruolo che si vuole dare a questa problematica. Anzi, Ursula von der Leyen ha fatto sapere che vuole dare un segnale forte di cambiamento nei primi giorni di attività della Commissione, che dovrebbe entrare in azione dall’inizio di dicembre.
Tra le varie azioni che si vogliono portare avanti vi è anche un Patto per il clima con i cittadini europei, una sorta di canale di comunicazione da istituire per aprire il dialogo attivo su questi temi.
In qualche modo le nostre lettere rappresentano una sorta di primo esempio di istanze raccolte dal basso e indirizzate alla Commissione e pertanto Liviu e Silvia si impegnano a fare avere le lettere, che consegnamo una alla volta in mondo nominativo per dare valore ad ognuno dei messaggi in esse contenute, a Timmermans.
Altro tema interessante della chiacchierata con Liviu e Silvia è la volontà di inserire le azioni climatiche all’interno di un grande Green Deal, in modo di ottenere benefici anche a livello di tematiche ambientali quali, ad esempio, la biodiversità o la riduzione dell’inquinamento dell’aria.
Il momento storico per l’Unione europea è particolarmente propizio perché sembra esserci assoluta sintonia sul tema del clima tra Europarlamento e la Commissione di prossimo insediamento, con il primo che chiede alla seconda ancora maggiori ambizioni ed azioni.
Con Liviu e Silvia abbiamo condiviso anche le nostre preoccupazioni per le contraddizioni ancora in essere all’interno della Ue. A partire da quella che abbiamo visto con i nostri occhi in Germania, dove a 20 km dal Comune di Colonia, particolarmente impegnato sul cambiamento climatico, esiste la miniera di carbone di Hambach, che si sta letteralmente mangiando interi paesi.
Interessante invece sapere che è tornata in agenda la volontà di lavorare all’introduzione dei dazi verso le merci provenienti dai paesi che non rispettano gli impegni verso il cambiamento climatico.
Ci lasciamo dopo una lunga e piacevole chiacchierata, consegnando loro la nostra sacca delle lettere affinché possano recapitarla al futuro Commissario Timmermans come primo piccolo segnale di una parte importante dell’Ue che chiede sia fatto di più e rapidamente per affrontare il cambiamento climatico.
Finisce in questo modo la sesta avventura di Ride With Us, con la maggior partecipazione mai registrata e numeri davvero impressionanti:
– 1560 km complessivi del tracciato;
– 13 giorni continuativi di pedalate in piena autonomia;
– circa 10.000 m dislivello complessivo;
– 80 partecipanti che hanno pedalato per almeno buona parte di una tappa;
– 22 ciclisti che hanno raggiunto Brussels;
– uno sviluppo complessivo metrico di circa 37.000 km percorsi;
– 8 amministrazioni locali coinvolte lungo il percorso;
– 8 eventi serali;
– 3 istituzioni europeee incontrate (Comitato delle Regioni, Parlamentari europei, DG Clima della Commissione europea);
– 9 lettere di Amministrazioni comunali consegnate;
– 7 lettere di altre parti interessate.
La gestione di numeri così importanti ha messo a dura prova l’organizzazione completamente volontaria dell’iniziativa, che ha comunque funzionato perfettamente
Un grazie particolare per questo va al comitato organizzatore composto da Daniele, Paolo, Corina, Alberto F., Nadia, Dino, Mauro, Alberto LG, Lucia, Gabriele, Franz, Claudio, Massimo e Ivan.
Un ringraziamento particolare va anche alla ns grafica Selene, sempre costretta a lavorare con tempi molto ristretti, al nostro webmaster Alberto, a Voltapagina per gli striscioni e le targhette per le nostre bici, a Chiara e Paolo per l’organizzazione degli incontri istituzionali a Brussels e a Leonardo per quello con gli europarlamentari italiani.
Un grosso grazie anche a Carlotta di Aequilibria che ha smistato tutte le informazioni, aggiornato prontamente le pagine web e social di RWU ed è stata un fulcro essenziale di tutta l’organizzazione.
Infine un grazie immenso a tutti quell’io che hanno deciso di prendere la propria bicicletta e pedalare con noi, anche se solo per pochi km.
Difficile dire in questo momento se ci sarà un’ulteriore edizione di questo tour che è cresciuto ogni anno in termini di partecipazione arrivando a livelli ormai non più gestibili in modo volontaristico e, nel caso, quale altra forma potrà assumere in futuro.
Resta la soddisfazione di quanto già ad oggi raggiunto, con la fattiva dimostrazione di quanto la bicicletta possa essere un potente strumento per veicolare un messaggio simbolico di azione rispetto al cambiamento climatico.
Daniele Pernigotti 

In – fine

Lasciate a riposo le biciclette, venerdì mattina i postini di RWU 2019 hanno attraversato Bruxelles per consegnare le lettere partite da Venezia il 25 ottobre (e le altre raccolte durante il viaggio) al “Directorat General for Climat Action” della Ue. Qui abbiamo discusso (e ancora una volta imparato) confrontandoci con un responsabile del settore e con Silvia Stefanelli, brava forestale friulana da alcuni anni al lavoro in questa unità.
Colgo qui l’ennesima occasione per ringraziare i due rettori di Iuav (Alberto Ferlenga) e Ca’ Foscari (Michele Bugliesi) e il presidente del Cus (Massimo Zanotto) per aver concesso il patrocinio alla nostra iniziativa ma anche l’onore e l’onere a me di portare fin qui e consegnare le loro belle, non solo formali, lettere.
Nel pomeriggio ci siamo concessi una breve visita alla città facendo scorta di cioccolato e mappe delle ciclabili delle Fiandre (perché si sa, le avventure sono come le ciliegie: una tira l’altra).
Sabato notte il ritorno verso casa, concludendo un’impresa “fresca e abbondantemente bagnata”, che possiamo riassumere in alcuni dati.
13 tappe per complessivi 1.560 chilometri e circa 10.000 metri di dislivello attivo (in pratica potevamo salire sull’Everest ☺️).
22 ciclisti arrivati a Bruxelles, di cui una quindicina che hanno fatto il percorso completo e 80 partecipanti ad almeno una tappa.
8 conferenze serali; 3 istituzioni europee incontrate; 9 amministrazioni locali, 2 atenei, 3 scuole, una parrocchia e diversi gruppi e associazioni che hanno aderito in vario modo all’iniziativa e presentato una propria lettera.
Sperando di non dimenticare e far torto a nessuno, voglio infine ringraziare i compagni di avventura per avermi sopportato (chi mi conosce sa che “tendo” a parlare un po’ troppo e che qualche volta dovrei ricordarmi il motto veneto: “prima de parlare tasi”); con un pensiero speciale per l’ideatore e l’anima di tutta la faccenda, Daniele Pernigotti, e poi per Paolo tracciatore e guida sopraffina, e Dino meccanico sopraffino (che fa pure rima) e anima gentile, e poi Gabriele e Gigi, tutte persone buone oltre che ottimi pedalatori, senza le quali non potrebbe esistere RWU, grande/piccola avventura che quest’anno (da quest’anno?) ho avuto il piacere di condividere.
Per il momento è tutto e non mi rimane che ringraziare anche voi che mi avete seguito a distanza: sto cercando di utilizzare Facebook per condividere momenti “piacevolmente impegnati”, per provare a “pensare positivo” anche dentro il grigio che ci avvolge, ed è bello e piacevole sapere che ci siete e che a volte riesco pure a strappare un sorriso.
Stefano Munarin

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